Conoscenza e verità per Leibniz (Filosofia) (Sostanza individuale)

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Verità di ragione e di fatto

E’ ben vero che, quando parecchi predicati si attribuiscono al medesimo soggetto, se questo soggetto non si attribuisce più ad alcun altro, lo si chiama sostanza individuale; ma ciò non basta, perchè questa spiegazione è solamente nominale.

Bisogna perciò considerare cosa significhi l’essere attribuito veramente a un certo oggetto. Ora è costante che ogni vera predicazione ha qualche fondamento nella natura delle cose e, quando una preposizione non è identica, cioè quando il predicato non è espressamente compreso nel soggetto, bisogna che vi sia compreso virtualmente; ed è ciò che i filosofi chiamano in-esse, dicendo che il predicato è nel soggetto. Bisogna, quindi, che il termine del soggetto racchiuda sempre quello del predicato, in modo tale che colui che comprendesse perfettamente la nozione del soggetto dovrebbe anche giudicare che il predicato gli appartiene.

Stando così la cosa, possiamo dire che la natura di una sostanza individuale o di un essere completo è di avere una nozione così completa da essere sufficiente a comprendere e a farne dedurre tutti i predicati dal soggetto al quale la nozione è attirbuita. L’accidente è, invece, un essere la cui nozione non racchiude tutto ciò attribuire al soggetto al quale quella nozione attribuisce. Così la qualità di re che appartiene ad Alessandro il grande, facendo astrazione dal soggetto, non è abbastanza determinata a un individuo e non racchiude le altre qualità dello stesso soggetto, nè di tutto ciò che la nozione comprende; invece Dio, mentre vede la nozione individuale o ecceità di Alessandro, vi vede al tempo stesso il fondamento e la ragione di tutti i predicati che ad essa si possono con verità attribuire, come per esempio, che egli vincerà Dario e Poro, fino a riconoscervi a priori (e non per esperienza) se egli sia morto di morte naturale o di veleno, cose che non non possiamo sapere dalla storia.

… ogni connessione o derivazione è di due tipi: la prima è assolutamente necessaria e di essa il contrario implica contraddizione, e questa deduzione si verifica nelle verità eterne, quali sono quelle della goniometria; l’altra, invece, non è necessaria che ex hypothesi, e, per così  dire, per accidente, ma in essa è contingente, perchè il suo contrario non implica contraddizione.

Questa connessione è fondata non già sulle idee pure di Dio o sul suo intelletto puro e semplice, ma sulle sue libere decisioni e sul sitema dell’universo.

(Discorso di metafisica) – Leibniz

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