Come Temistocle salì al potere ad Atene ed il periodo fra le due guerre Persiane

Ad Atene il periodo tra le due guerre fu vissuto in maniere contrastanti: creò un senso di orgoglio ma anche una forte tensione per un possibile ritorno dei persiani.
Milziade, trionfatore di Maratona, cercò di approfittarne per potenziare la sua posizione nella Polis e nel 489 a.c. si fece approvare dall’Assemblea del popolo l’impresa di una spedizione contro alcune isole dell’arcipelago delle Cicladi, per poter presidiare la rotta dell’Egeo in vista di avanzate persiane, ma anche per poter espandere a sud-est l’influenza ateniese e ottenere soldi per le casse statali.

Dopo alcune isole minori, la flotta puntò su Paro, ma l’asedio durato 26 giorni fallì e Milziade fu ferito in battaglia.
Accusato dagli avversari e dalla famiglia degli Alcmeonidi, Milziade fu accusato di tradimento, costretto a pagare 50 talenti di multa (il costo della spedizione) ed a morire per le ferite poco dopo. Il figlio Cimone pagò la multa e divenne uno dei personaggi politici di Atene più importanti nel post-guerra
Il vincitore dei conflitti politici di Atene fu Temistocle, che fu eletto capo statego dal 483 al 480.

L’ascesa al potere di Temistocle ad Atene

Temistocle del demo di Frearri (in greco antico: Θεμιστοκλῆς, Themistoklês, “Gloria della legge”[1]; Atene, tra il 530 e il 520 a.C.459 a.C. circa) è stato un politico e militare ateniese.

Tra i primi politici di spicco della giovane democrazia di Atene, condusse una politica a favore del popolo, ricevendo perciò il supporto delle classi meno abbienti della città, e generalmente in contrasto con le famiglie nobili. Eletto arconte nel 493 a.C., fu l’artefice della potenza navale di Atene, la cui flotta diventerà la più grande e potente di tutta l’antica Grecia.

Uno dei maggiori artefici della potenza navale ateniese, potè contare sull’elevato afflusso d’argento ottenuto da nuove miniere scoperte nell’Attica (483-482), denaro che non fu redistribuito al popolo ma piuttosto investito per costruire triremi: secondo le stime 200 o 100 nuove navi vennero create da Atene; erano navi molto più piccole e maneggevoli dei penteconteri.
L’uso bellico delle triremi valorizzò il ruolo politico dei Teti, l’ultima classe censitaria, che imbarcati come vogatori sulle navi ne ottenero gloria e rispetto dopo le vittorie.
La politica marittima di Temistocle avviò l’ascesa a portenza navale di atene nell’età classica e Temistocle inoltre riportò in auge l’Ostracismo. Il primo ostracizzato fu Ipparco, uno dei capi dei Pipistratidi (488-487), poi Santippo (485-484).
Anche se le cariche politiche rimanevano pannaggio dell’aristocrazia, l’influenza del popolo si stava facendo via via più grande per modificarne le scelte politiche.

Il ruolo di Temistocle nella riforma politica dell’Arcontato

Importantissimo è il ruolo che Temistocle ebbe in una riforma dell’Arcontato, che venne aperto ai cavalieri e soprattutto modificò l’elezione degli arconti in una mediante sorteggio; sia perchè dal 487 l’elezione diretta era stata sotituita da un misto di elezione e sorteggio.
L’arcontato (e l’Areopago) persero dunque pian piano di importanza, soprattutto l’arconte dedicato alla guerra fu subordinato al consiglio dei Dieci Strateghi, eletti dall’assemblea del popolo, che divennero rapidamente i funzionari più importanti dell’Atene come potenza navale.

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