Come funziona la pittura a fresco?

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La pittura a fresco, che costituisce una gloria dell’arte italiana, è considerata la più impegnativa fra le tecniche artistiche. È una tecnica di pittura murale dove il muro deve essere coperto da uno strato di calce spenta e sabbia, impastato con acqua, detto “ariccio”, e successivamente ricoperto da uno strato liscio di calce spenta e sabbia fine, detto “intonaco” o “tonachino”, destinato ad assorbire il colore mantenendolo inalterato nel tempo.

I materiali sono semplicissimi: sabbia, calce, acqua, terre colorate; l’esecuzione esige prontezza e assenza di ripensamenti. Col termine “a fresco” o “buon fresco” si intende la pittura murale nella quale i colori vengono stemperati in acqua e stesi sopra un intonaco fresco, ossia appena steso.

Così operando, per reazione tra la calce dell’intonaco e il carbonio dell’aria, i colori vengono a fissarsi fino a divenire insolubili e acquistano una forte solidità. Ecco avvenuta la “carbonatzione della calce”. Cosa accade mentre la malta si asciuga? L’acqua che va verso l’esterno porta alla superficie dipinta buona parte dell’idrossido della calce, per formare quella pellicola che diventerà carbonato di calcio colorato.

   
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