Cicerone Marco Tullio biografia breve e riassunto vita (con elenco opere)

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Cicerone Marco Tullio

In questo articolo vedremo in breve la biografia e le opere di un importante autore latino quale Marco Tullio Cicerone, la cui conoscenza è una delle fondamenta non solo della letteratura latina ma anche del diritto e della retorica romana.

Marco Tullio Cicerone (in latino: Marcus Tullius Cicero, pronuncia ecclesiastica: /’markus ‘tulljus ‘ʧiʧero/, pronuncia restituta: /’maːr.kʊs ‘tʊl.lɪ.ʊs ‘kɪ.kɛ.roː/; in greco antico: Κικέρων, Kikérōn; Arpino, 3 gennaio 106 a.C.Formia, 7 dicembre 43 a.C.) è stato un avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano.

Esponente di un’agiata famiglia dell’ordine equestre, Cicerone fu una delle figure più rilevanti di tutta l’antichità romana. La sua vastissima produzione letteraria, che va dalle orazioni politiche agli scritti di filosofia e retorica, oltre a offrire un prezioso ritratto della società romana negli ultimi travagliati anni della repubblica, rimase come esempio per tutti gli autori del I secolo a.C., tanto da poter essere considerata il modello della letteratura latina classica.

Marco Tullio Cicerone nasce nel 106 a.C. ad Arpino, da agiata famiglia equestre; compie ottimi studi di retorica e filosofia a Roma, e inizia a frequentare il foro sotto la guida del grande oratore Lucio Licinio Grasso e dei due Scevola, l’Augure e il Pontefice. Stringe con Tito Pomponio Attico un’amicizia destinata a durare tutta la vita. Nell’89 presta servizio militare nella guerra sociale agli ordini di Pompeo Strabene, il padre di Pompeo il Grande. Nell’81, o forse anche prima, debutta come avvocato; nell’80 difende la causa di Sesto Roscio, che lo mette in conflitto con importanti esponenti del regime sillano. Tra il 79 e il 77 compie un lungo viaggio in Grecia e in Asia: studia filosofia e (sotto la guida di Milone di Rodi) retorica.
Al ritorno sposa Terenzia, dalla quale gli nascono Tullia, nel 76, e Marco nel 65. Nel 75 è questore in Sicilia; nel 70 sostiene trionfalmente l’accusa dei siciliani contro l’ex governatore Verre, e si conquista fama di oratore principe. Nel 69 è edile; nel 66 pretore, e da il suo appoggio alla proposta di concedere a Pompeo poteri eccezionali per la lotta contro il re del Ponto Mitridate. Nel 63 è console, e reprime la «congiura» di Catilina.
Dopo la formazione del primo triumvirato (cui egli guardava con preoccupazione: l’alleanza tra il potere militare di Pompeo, la grande ricchezza di Grasso e la popolarità crescente di Cesare — proprio perché realizzata come patto privato — gli appariva insidiosa per l’autorità senatoria), il suo astro inizia a declinare; nel 58 deve recarsi in esilio, con l’accusa di avere messo a morte senza processo i complici di Catilina; la sua casa viene rasa al suolo. Richiamato a Roma, vi torna trionfalmente nel 57. Fra il 56 e il 51 tenta una difficile collaborazione con i triumviri, e continua a svolgere attività forense. Compone il De oratore, il De re publica, e inizia a lavorare al De legibus. Nel 51 è governatore in Cilicia, ma accetta di malavoglia di allontanarsi da Roma.
Allo scoppio della guerra civile, nel 49, aderisce con lentezza alla causa di Pompeo. Si reca in Epiro con gli altri senatori, ma non è presente alla battaglia di Farselo. Dopo la sconfitta di Pompeo, ottiene il perdono di Cesare. Nel 46 scrive il Brutus e l’ Orator; divorzia da Terenzia e si unisce in matrimonio con la sua giovane pupilla Publilia, dalla quale divorzierà dopo pochi mesi.
Nel 45 muore la figlia Tullia; inizia la composizione di una lunga serie di opere filosofiche, mentre il dominio di Cesare lo tiene lontano dagli affari pubblici. Nel 44, dopo l’uccisione di Cesare, torna alla vita politica; inizia, a partire dalla fine dell’estate, la lotta contro Antonio (Filippiche). Dopo il voltafaccia di Ottaviano, che, abbandonata la causa del senato, si stringe in triumvirato con Antonio e Lepido, il nome di Cicerone viene inserito nelle liste di proscrizione. Viene ucciso dai sicari di Antonio il 7 dicembre del 43.
Orazioni di Cicerone: Pro Quinctio (81); Pro Roscio Amerino (80); Pro Roscio comoedo (77?); Pro Tullio (72 o 71); Divinatio in Q. Caecilium e Verrinae (70); Pro Fonteio (69); Pro Caecina (69 o 68); Pro Cluentio (66); De imperio Cn. Pompei o Pro lege Manilla (66); De lege agraria (63); Pro Rabirio perduellionis reo (63); Pro Murena (63); Catilinariae (63); Pro Sulla (62); Pro Archia poeta (62); Pro Flacco (59); Cum senatui gratias egit (57); Cum populo gratias egit (57); De domo haruspicum responso (56); Pro Sestio (56); In Vatinium (56); Pro Caelio (56); De provinciis consularibus (56); Pro Balbo (56); In Pisonem (55); Pro Plancio e Pro Scauro (54); Pro Rabirio Postumo (54); Pro Milone (52); Pro Pro Ligario (46); Pro rege Deiotaro (45); Philippicae (44-43). Queste le orazioni giunteci per tradizione diretta (anche se alcune sono incomplete). Ci restano inoltre una trentina di titoli e vari frammenti di orazioni perdute. Tra queste la Pro Cornelio (del 65) e la In toga candida (del 64, anno in cui appunto Cicerone si candidava al consolato), che possiamo ricostruire dal commento di Asconio Pediano.
Opere retoriche di Cicerone: De inventione (circa 84); De oratore (55); Partitiones oratoriae (circa 54); De optimo genere oratorum (52); Brutus (46); Orator (46); Topica (44). Opere politiche: De re publica (54-51); De legibus (52-?). Opere filosofiche: Paradoxa Stoicorum (46); Academica (45); de finibus bonorum et malorum (45); Tusculanae disputationes (45); De natura Deorum (45); De divinatione (44); De fato (44); Cato maior de senectute (44); Laelius de amicitia (44); De officiis (44). Epistolario: Ad familiares (16 libri); Ad Atticum (16 libri); Ad Quintum fratrem (27 lettere); Ad Marcum Brutum (2 libri, di autenticità controversa). Opere poetiche (solo frammenti): Juvenilia; Aratea; De consulatu suo; De temporibus suis; Marius; Limon. Opere in prosa perdute: Consolatio (45); Hortensius (45); Laus Catonis(45); De gloria (44); De virtutibus; De auguriis; De consiliis suis. Si hanno inoltre notizie di un’opera geografica (Chorographia?) e di una di curiosità (Admiranda). Traduzioni: del Timeo di Platone (conservata in parte), del Protagora di Platone, dell’Economico di Senofonte (scarsi frammenti). Per la conoscenza della vita e delle opere di Cicerone, le fonti principali sono rappresentate dalle sue stesse opere, soprattutto dall’epistolario, dal Brutus, dai proemi di alcuni dialoghi e trattati, da diverse delle orazioni. Importante anche la biografia di Cicerone scritta da Plutarco.
   
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