“Ciao amore, ciao” – Accordi Luigi Tenco (Magnifica canzone)

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Avete mai sentito parlare di Luigi Tenco? Si tratta di uno dei cantautori italiani più autorevoli della scuola genovese; sicuramente per la chitarra è un buon autore e suonare alcune sue famose canzoni dà una certa soddisfazione; in questa pagina indicherò come suonare “Ciao Amore, ciao” di Tenco, indicando gli accordi.

Ciao amore, ciao è una canzone scritta dal cantautore italiano Luigi Tenco ed interpretata (in versioni separate) dallo stesso Tenco e da Dalida al Festival di Sanremo del 1967.

La canzone è tristemente nota per essere indissolubilmente legata al suicidio di Tenco, avvenuto a Sanremo il 27 gennaio 1967 dopo l’esclusione del brano stesso dalla finale del Festival.

Qualche anno dopo, nel 1971, il brano venne cantato da Dalida a Canzonissima.

 

 

Trovo questa canzone incredibilmente bella, pertanto di sotto ecco un video dove viene spiegato come suonarla con la chitarra una metodologia di accordi da seguire per suonare ciao amore, ciao di Tenco.

 

Accordi “Ciao Amore Ciao” di Tenco

1) Per farla con questa tipologia di accordi è utile (lo preferisco) montare il capotasto al primo tasto; nel caso non fosse possibile però non preoccupatevi e tentate anche senza capotasto, dovrebbe uscire.

  Mi        La    Mi        La
La solita strada bianca come il sale
  Mi        La     Mi        La
il grano da crescere i campi da arare
  La7            Re    La         Re
guardare ogni giorno se piove o c'è il sole
Re7             Sol      Re          Sol
per saper se domani si vive o si muore
            Fa#                    Si
e un bel giorno dire basta e andare via

   Mi        La        Mi         Si
Ciao amore ciao amore ciao amore ciao
   Mi        La        Mi         Si
Ciao amore ciao amore ciao amore ciao

  Mim    Lam        Re         Sol
Andare via lontano cercare un altro mondo,
 Mim      Lam        Re           Si
dire addio al cortile andarsene sognando
 Mi        La      Mi        La
e poi mille strade grigie come il fumo
    Mi        La    Mi        La
in un mondo di luci sentirsi nessuno
  La7       Re    La            Re
saltare cent'anni in un giorno solo
 Re7            Sol    Re          Sol
dai carri nei campi agli aerei nel cielo
            Fa#                               Si
e non capirci niente e aver voglia di tornare da te.

   Mi        La        Mi         Si
Ciao amore ciao amore ciao amore ciao
   Mi        La        Mi         Si
Ciao amore ciao amore ciao amore ciao
  Mim    Lam        Re             Sol
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
     Mim      Lam      Re           Sim
e non avere un soldo nemmeno per tornare

  La        Re         La         Si-  Mi
Ciao amore ciao amore ciao amore ciao
   Mi        La        Mi         Si
Ciao amore ciao amore ciao amore ciao
   Mi        La        Mi         Si
Ciao amore ciao amore ciao amore ciao
   Mi        La        Mi         Si
Ciao amore ciao amore ciao amore ciao



E questo di sopra mi pare un modo ragionevole di eseguire la canzone con i suoi accordi

Per chi fosse curioso e volesse andare oltre la canzone e gli accordi ho riportato la storia della tragedia legata a questa canzone di Tenco.

La stesura del testo di Ciao amore, ciao ebbe una genesi molto lunga. Prima di giungere alla versione definitiva, Tenco, infatti, ne elaborò almeno una decina, molte delle quali rimaste poi inedite.

La prima versione, o, quantomeno la prima di cui sia abbia conoscenza, fu elaborata con Sergio Bardotti ed era una sorta di parafrasi di Rainy Day Woman di Bob Dylan: si trattava di un testo che invitava a liberarsi dei falsi valori. Questa versione, che iniziava con le parole “Il mondo gira”, sarebbe in seguito stata incisa da Nicola Di Bari proprio con quel titolo.

Un’altra versione, precedente a quella definitiva, era costituita da un testo dal carattere antimilitarista che recava il titolo Li vidi tornare. Questa versione sarebbe stata in seguito incisa nel 1972.

Il testo definitivo di Ciao amore, ciao, redatto – come detto – successivamente a Li vidi tornare, si basava invece sulla seconda versione che iniziava con le parole “una lunga strada bianca come il sale”.


Nell’immediata vigilia del Festival Tenco sottopose Ciao amore, ciao al giudizio di alcuni suoi amici, ai quali promise anche una cena nel caso in cui il brano avesse avuto successo.

I giornalisti riportano che, durante le prove del brano, l’interpretazione di Dalida era migliore di quella di Tenco. I due artisti presentarono il brano durante la prima serata del Festival il 26 gennaio 1967.

Poco prima di salire sul palco Tenco disse al conduttore Mike Bongiorno: «Questa è l’ultima volta», al che questi ribatté: «L’ultima volta che canti un brano fox»; in seguito Bongiorno raccontò di avere pensato che Tenco avesse deciso di interrompere lì la sua carriera artistica.

L’esibizione di Ciao amore, ciao da parte di Tenco fu condizionata dall’assunzione di un farmaco e di un alcolico (una grappa alle pere), tanto che lo stesso maestro Gian Piero Reverberi fece fatica a seguire il cantautore. La stessa Dalida si lamentò dietro le quinte dell’esecuzione di Tenco («Così mi rovina la canzone!»). Come risultato, il brano ottenne 38 preferenze su 900[4][9] classificandosi quintultimo (12ª su 16)[9] ed eliminato salvo parere favorevole della commissione di ripescaggio, composta da Gianni Ravera, Ugo Zatterin, Lino Procacci, Lello Bersani e Gianni delli Ponti[9]. La commissione alla finepreferì La rivoluzione interpretata da Gianni Pettenati e Gene Pitney.

L’eliminazione del suo brano fu comunicata a Tenco mentre questi stava dormendo su un tavolo da biliardo: appena appresa la notizia Tenco se la prese con Marcello Minerbi dei Marcellos Ferial, imputandogli di essere stato colui che l’aveva introdotto nel mondo della musica. Più misurata fu la reazione di Dalida, che invitò Tenco a un brindisi.

Poche ore dopo, la stessa Dalida trovò Tenco privo di vita nella sua stanza d’albergo, suicidatosi con un proiettile 7,65 sparato al capo dalla sua Walther PPK. Di fianco al corpo fu trovato un biglietto autografo in cui Tenco si lamentò dell’eliminazione e spiegò le ragioni del suicidio: «Faccio questo […] come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale e una commissione che seleziona La rivoluzione»


					
					
					
					
   
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