Christian Morgenstern: riassunto breve vita e stile letterario (poeta tedesco)

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“La mia casa non è dove la mia casa è, ma ovunque sia capito”.

Christian Morgenstern (1871-1914) è un poeta di fine 800 e inizio 900 che ha cominciato a scrivere un po’ per scherzo e diventa famoso. La data di nascita coincide con l’inizio del II Reich tedesco che nasce dalla guerra contro la Francia nel 1871. In Germania c’è una grande corsa all’industrializzazione con molto ritardo rispetto ad altri paesi dell’Europa, la Germania vuole affermare la propria economia soprattutto per la colonizzazione dell’Africa.

A tutti i sottomessi
Lo scrivo su tutti i cieli
Che racchiudono la nostra sfera terrestre:
Non il tiranno dobbiamo insultare,
Ma il servo che lavora per il tiranno.

Christian Morgenstern

La data di morte coincide con l’inizio della prima guerra mondiale, muore a Merano città nell’ Alto Adige, che fa parte ancora dell’impero Astro-ungarico. Nel 1905, prima dell’inizio dell’Espressionismo, pubblica una raccolta di poesie intitolata Galgenlieder che tradotto significa canti patibolari.

L’introduzione di Morgenstern stesso a questa raccolta di poesia mette l’accento proprio su questa collina su cui c’è il patibolo, il patibolo viene descritto in modo abbastanza estraniante dal poeta, il quale dice che è come una croce a cui manca un pezzetto. È un titolo ironico perché dice tal la collina o tal patibolo cioè confrontandosi con la morte c’è uno sguardo diverso sulla realtà e sulla vita, (letteratura è tale per cui motiva delle diverse prospettive sulla realtà), e qui abbiamo l’esempio di come anche il patibolo può essere un osservatorio ironico, sarcastisco e vicino in qualche modo alla morte che può far sì che lo sguardo si posi sulla realtà in un determinato modo.

Il modo di fare poesia di Morgenstern, questo giocare con le parole, anticipa o influenzerà il Dadaismo che nasce durante la prima guerra mondiale in Svizzera e si diffonde poi nel resto dell’Europa. Possiamo dire così come nella pittura abbiamo una radicale rinuncia alla mimesi, alla riproduzione realistica della realtà così abbiamo una totale rinuncia al significato nel Dadaismo, ci sono delle poesie che sono puro suono e quindi abbiamo questo gioco, ma il gioco è anche molto serio perché il Dadaismo, di cui Morgenstern non fa parte, è anche una protesta estrema contro la guerra e contro le manifestazioni più negative del mondo moderno, soprattutto l’industrializzazione.

Quindi rinunciando in qualche modo al significato si attua una radicale protesta di tipo linguistico contro il mondo di allora e Morgenstern si muove incontro a questa tendenza: il suo giocare con il linguaggio apre la strada ai dadaisti.

 

Morgenstern è qui poeta ironico, scettico, sfrutta al massimo i mezzi linguistici prendendo alla lettera i simboli e procedendo per fantastiche analogie. I “Canti patibolari” soprattutto sono ricchi di giochi di parole, deformazioni, personificazioni, neologismi, accostamenti di suoni e parole senza senso; nella prefazione Morgenstern afferma di aver voluto esprimere attraverso la “poesia del patibolo” la sua concezione del mondo, la sua meditazione sull’uomo, le sue paure e piccolezze:

“La poesia della forca è un aspetto della concezione del mondo. E’ la libertà senza scrupoli del rimosso, dello smaterializzato, che si manifesta in essa. Si sa che cos’è una futura matricola: l’invidiabile passaggio intermedio tra i banchi di scuola e l’Università. Ebbene: un fratello di forca è l’invidiabile passaggio intermedio tra l’uomo e l’universo. Nient’altro. Dal patibolo si vede il mondo diversamente e si riconoscono le altre cose come l’Altro”.

 

Ecco un’altra poesia di Morgenstern, piuttosto conosciuta:

 

Nell’atrio della stazione c’è una gallina che va su e giù…

Dov’è il capostazione?

Ci sarà qualcuno

chi potrebbe fare del male a questa gallina?

(Speriamo di no)! Diciamolo ad alta voce

che abbiamo simpatia per questa gallina

perfino in questo luogo dove –disturba!

 

Analisi della poesia “La gallina”:

La poesia apre con la descrizione di un luogo: l’atrio di una stazione ferroviaria, il luogo è scelto dal poeta perché siamo in questo periodo di veloce industrializzazione, trasformazione della Germania imperiale e la ferrovia è uno di quei mezzi di trasporto moderni tra i più importanti. La ferrovia nasce già dalla prima metà dell’800 e ha i suoi sviluppi soprattutto nella seconda metà. Le stazioni ferroviarie sono dei luoghi in cui la nuova architettura si presenta nel modo più evidente, perché sono delle costruzioni in acciaio e vetro e quindi già per i materiali che usano rappresentano la modernità, sono edifici molto ampi, ci sono delle stazioni coperte, ci sono ancora in Germania e in Italia per esempio la stazione di Milano. Si potrebbero definire questi luoghi come cattedrali laiche della modernità, sono edifici vasti come delle chiese ma non hanno più nulla di sacro sono, edifici laicizzati e in questo luogo, simbolo della modernità, c’è una gallina che va su e giù. C’è già un accostamento comico perché edificio serio, grandissimo, architettura moderna accostato a piccolo animale che fa riferimento alla campagna, alla natura: è un rapporto asimmetrico tra cultura di cui fa parte la stazione in senso lato e natura, il contrasto c’è però è chiaro che la gallina come rappresentante della natura in questo luogo è soltanto un animale in pericolo non ha nessuna possibilità. Va su e giù e poi segue una domanda “Dov’è il capostazione?”

 

Opere  pubblicate da Christian Morgenstern:

 

  • Volume 1: Lyrik 1887–1905, ed. Martin Kiessig, 1988.
  • Volume 2: Lyrik 1906–1914, ed. Martin Kiessig, 1992.
  • Volume 3: Humoristische Lyrik, ed. Maurice Cureau, 1990.
  • Volume 4: Episches und Dramatisches, eds. Reinhardt Habel and Ernst Kretschmer, 2001.
  • Volume 5: Aphorismen, ed. Reinhardt Habel, 1987.
  • Volume 6: Kritische Schriften, ed. Helmut Gumtau, 1987.
  • Volume 7: Briefwechsel 1878–1903, ed. Katharina Breitner, 2005.
  • Volume 8: Briefwechsel 1905–1908, ed. Katharina Breitner, 2011.
  • Volume 9: Briefwechsel 1909–1914 (non completato)
   
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