Che cosa fu la Nep (Nuova politica economica)? Riassunto di storia

Cosa fu la nep nuova politica economica riassunto

Riassunti di storia economica – elenco dei capitoli riassunti

Lenin decise (inizi del 1921) di varare la Nuova Politica Economica (Nep) che pose fine al razionamento e alle requisizioni, cercando di combinare il mercato con elementi di socialismo. La moneta venne reintrodotta, commercio e industria vennero liberalizzati per le piccole imprese al di sotto dei 20 operai, liberalizzazione anche dell’agricoltura. Infatti Lenin sperava di indurre gli agricoltori a produrre di più e, sopratutto, a vendere di più sul mercato. Riguardo alle imprese industriali, quelle di più rilevante importanza come: industrie militari, i trasporti, la finanza e il commercio estero, erano sotto il controllo diretto dello stato, mentre alle altre veniva lasciata una certa autonomia. La Nep fu il primo esperimento di economia mista, in cui lo stato svolgeva una funzione programmatrice generale, e gestiva una serie di imprese nazionalizzate, lasciando tutto il resto al mercato all’interno di un’economia monetizzata.

Sul piano produttivo ottenne risultati positivi nel permettere la ripresa dell’economia. Ma la Nep aveva alcuni difetti e aspetti del sistema capitalistico inaccettabili a certe componenti del partito bolscevico. Queste insoddisfazioni scoppiarono dopo la morte di Lenin, facendo emergere 3 visioni alternative:

  1. La versione dell’ala sinistra del partito, sostenuta da Preobrazenskij, che raccomandava un “grande balzo” industriale, in particolare dell’industria pesante comportando un processo di crescita sbilanciato a danno dell’agricoltura, che si riteneva dovesse restare in mano ai privati;
  2. La visione della destra estrema del partito, sostenuta da Shanin, che voleva una maggiore produttività agraria e avrebbe accresciuto i risparmi e mantenuto bassi i costi dei prodotti alimentari, permettendo all’industria di crescere senza inflazione in un tempo successivo;
  3. La visione dell’ala destra moderata del partito, sostenuta da Bucharin, che voleva la continuazione di una crescita bilanciata sul tipo della Nep.

Stalin non diede un suo contributo autonomo al dibattito, ma si limitò ad allinearsi con la visione di Bucharin, sottolineando i risultati positivi della Nep.

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