Catullo “Come un fiore reciso” traduzione e testo latino della poesia

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Ho riportato la traduzione libera in italiano con a fronte il testo latino della poesia di Catullo “Come un fiore reciso” inserendo anche un breve commento all’opera; dovessero esserci errori di traduzione oppure osservazioni da aggiungere è gradito il commento alla fine dell’articolo, grazie.

“Come un fiore reciso” poesia di Catullo

Furi et Aureli comites Catulli,
Furio e Aurelio, compagni di Catullo,
sive in extremos penetrabit Indos,
sia quando penetrerà fra gli indiani estremi,
litus ut longe resonante Eoa tunditur unda,
dove la costa è battuta dall’onda Eoa che risuona lontano,
sive in Hyrcanos Arabesve molles,
sia fra gli Ircani od i molli Arabi,
seu Sagas sagittiferosve Parthos,
sia tra i Sagi ed i Parti che portano freccie,
sive quae septemgeminus colorat aequora Nilus,
sia alle acque che il Nilo dalle sette bocche colora,
sive trans altas gradietur Alpes,
sia che avanzerà fra le alti alpi,
Caesaris visens monimenta magni,
vedendo i luoghi memorabili del grande Cesare,
Gallicum Rhenum horribile aequor ulti-mosque Britannos,
il Reno dei galli ed gli orribili Britanni,
omnia haec, quaecumque feret voluntas
tutto questo, qualsiasi cosa porterà la volontà
caelitum, temptare simul parati,
degli Dei, pronti a fronteggiarle insieme a me,
pauca nuntiate meae puellae
annunciate alla mia ragazza poche
non bona dicta.
non buone parole;
Cum suis vivat valeatque moechis,
viva e goda con i suoi amanti,
quos simul complexa tenet trecentos,
che in trecento tiene insieme abbracciati,
nullum amans vere, sed identidem omnium
senza averne in verità alcuno, ma allo stesso modo
ilia rumpens;
rompendo di tutti i fianchi;
nec meum respectet, ut ante, amorem,
e non si volti, a guardare come prima, il mio amore,
qui illius culpa cecidit velut prati
che per sua colpa è caduto come un fiore
ultimi flos, praetereunte postquam
all’estremo del prato, dopo che è stato
tactus aratro est.
reciso dall’aratro che passa.

 

Commento breve alla poesia “Come un fiore reciso” di Catullo

Ancora una volta Catullo riesce a esprimere insieme molti concetti nei suoi versi. Il tema che si nota è quello principale dell’azione che si sta compiendo a svolgere (il viaggio) che lo porterà verso regni lontani ed esotici; la verità però è che il viaggio non è assolutamente il tema principale della poesia “come un fiore reciso” ma come nella maggior parte dei suoi carmi più famosi il vero e autentico tema è l’amore e la sofferenza per il non essere corrisposto dall’amata. Un tema secondario ma comunque importante è il conforto dato dagli amici, loro davvero leali e pronti a stare di fianco a Catullo in ogni insidia, al contrario dell’amata (probabilmente Lesbia) che invece viene messa in contrapposizione, circondata da amanti e distante da qualsiasi azione del poeta, diciamo insensibile, diciamo crudele.

Catullo sa bene quale sia il suo destino come amante ma pur dovendo partire e arrivare per terre a lui ignote non perde occasione per cercare di far sentire “in colpa” l’amata, che invece probabilmente si limita a giocare con lui. Si prova molta tristezza nel fatto che lui provi un sentimento vero e autentico verso di lei, raro a trovarsi specie fra gli amanti di lei (per Catullo non “veri” o “autentici” nell’amore) e nella superficialità con cui al contrario Lesbia vive i rapporti amorosi.

Catullo prova a “spaventare” la ragazza facendole capire che il suo amore per lei non è scontato e che lui sa benissimo quale sia il vero spirito di Lesbia, poco nobile: magari Catullo sta pensando “forse non tornerò da questo viaggio, forse queste saranno le mie ultime parole nei confronti di lei” e si immagina un vero e proprio modo per risultare “lucente” comunque ai suoi occhi. Le cose che abbiamo le rivalutiamo solo quando le abbiamo perdute e l’amore di Catullo Lesbia non lo riavrà mai più in quella forma autentica e incredibile in cui lui l’offriva a lei in precedenza: ora è caduto oramai come un fiore reciso dall’aratro. L’amore, bello, come un fiore, e l’aratro, raccoglitore, veloce e insensibile, come Lesbia.

   
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