“Camelia”: una poesia di Corrado Cioci sull’inverno

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Titolo della poesia:

“Camelia”

Quando quel freddo verno giunge
e dilaga in ogni orto,
tra parchi, viali sfioriti,
alberi dalle cime morte,
allor tu germogli
a dispetto del vento,
che rompe spazza ogni
fil d’erba dal gelo coverto
Oh rosa, d’inverno come biancheggi!
Qual pace per gli occhi ghiotti,
che in tanta moria vedon quelle belle
corolle che s’aprono miti ma forti,
al tocco di gennaio.
Un turbinio di colori, pur vivaci
petali ostenti mentre attorno a te tutto tace.
Tace il passero solitario, troppo intento
a cercar riparo.
Ammutolisce il mormorio di stormi
caciareschi.
Sol tu ti mostri bella, forte, vigorosa.
Tra soffi rigidi, pioggia che annega ogni pensier,
Io ti miro.
Tu come madre devota che per ogni figlio il cor
Intenerisce,
proteggi quei timidi bocciuoli,
temi il calcante dio inverno, non te li strappi!
Dioniso già dorme nel suo sonno invernale,
Cerere ove sei?
Torna oh somma dea a ingravidar la
terra del tuo grano
Si brindi in lieti calici
la primavera è ancor lontana.
Io al camino che mi riscalda le sere do i miei
sospiri.
Intanto giunge l’inbrunir
che cala di giorno in giorno
In questo aspro tempo.

   

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