Breve riassunto del canto 28 – Paradiso dantesco

Breve riassunto del canto 28 - Paradiso dantesco

Nel canto 28 del Paradiso Dantesco c’è il rischio che il lettore del tempo confonda la lettura di Dante con una lettura mistica. Dante descrive qualcosa che è lontano dall’umano, si dedica a descrivere le gerarchie angeliche. Al centro vi sono gli angeli che sono puro spirito: l’anello indispensabile che portano allo spirito per eccellenza. Nel verso 109 del canto c’è una gerarchia, quindi chi sta più in basso ha un’estasi inferiore? No coloro che sono più in basso ne sono consapevoli, ma non ne soffrono, sono felici della loro condizione.

Dichiarazione capitale di Dante sulla beatitudine: ai tempi di Dante due posizioni:
-nasce da un rapporto di amore reciproco tra la divinità e la creatura
-nasce dal vedere la divinità e la ama, l’amore viene dopo, vedere vuol dire capire, approfondire
E’ una contrapposizione tra i mistici e i teologi come Alberto Magno (filosofia scolastica).

Dante sta con i teologi, con il filone più avanzato, coloro che ritenevano che nella teologia era importante la ragione. Qui c’è una dichiarazione di scelta meta-letteraria, di una visione del mondo che non privilegia l’amore, ma la conoscenza. Lottare per la conoscenza comporta la possibilità di figurare il Paradiso e quindi presentare tutto il resto, e anche la realtà contemporanea.

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