Breve riassunto canto 21 paradiso di Dante

Riassunto breve canto 21 Paradiso di Dante

Riassunto breve del canto 21 del Paradiso di Dante:

Inizialmente nel canto 21 abbiamo uno spirito che parla: San Pier Damiano e il tema che egli affronta è molto complesso, ovvero dell’imperscrutabilità. La nostra vita è libera o c’è qualcosa in cielo che la determina? La sua risposta è dottrinale. C’è il rifiuto dello scrittore di addentrarsi nelle sottigliezze. Qui il discorso a volte è anche di rinuncia: ci sono delle questioni che non sono superabili, certe questioni rimangono labili perchè Dante preferisce spostare la sua attenzione su altro. Se ci sono delle questioni filosofiche e teologiche che il lettore del tempo non è in grado di seguire  Dante ce lo offre lo stesso, se vogliamo approfondire lo possiamo fare, ma lui non le affronta.

Pier Damiani  smette di parlare della predestinazione e si mette a parlare del lusso dei prelati, cioè passa repentinamente da una questione intellettuale a una rappresentazione della realtà dei costumi suoi tempi riportato alle figure più alte della gerarchia ecclesiastica e il canto si chiude con questo, dal vero 127: i primi apostoli della cristianità praticavano una vita ascetica e ora i prelati si vestono in modo di lusso. Una delle cose sorprendenti del Paradiso è il problema di come devono comunicare i santi: siccome questi sono luci non posso parlare, sono delle invenzioni dantesche che li fa splendere e muovere, come una sorta di balletto ma la differenza è che tutto questo avviene in armonia. C’è una coreografia di questi beati (girano su se stessi). Dante dice solo l’immagine che ha avuto da questi non come sono.

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