“Azioni positive” nel diritto del lavoro: definizione e spiegazione

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Le “azioni positive” nel diritto del lavoro sono misure che prevedano vantaggi specifici diretti a facilitare l’esercizio di un’attività professionale da parte del sesso sottorappresentato ovvero a evitare o compensare svantaggi nelle carriere professionali.

Nel codice delle pari opportunità, azioni positive=misure volte alla rimozione degli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità e dirette a favorire l’occupazione femminile e realizzare l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro.

La promozione di tali azioni è affidata a una serie di soggetti pubblici tra cui Consiglieri e Consigliere di parità, nominati per 4 anni dal Ministro del Lavoro, a livello nazionale, regionale e provinciali; i loro compiti riguardano l’intraprendere ogni utile iniziativa, nell’ambito delle competenze dello Stato, ai fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione di pari opportunità per lavoratori e lavoratrici.

Azione positiva: permette agli stati membri di mantenere o adottare misure che prevedano vantaggi specifici diretti a facilitare l’esercizio di un’attività professionale da parte del sesso sottorappresentato, ovvero ad evitare o compensare svantaggi nelle carriere professionali.

La parità tra i generi, viene perseguita dall’unione anche consentendo agli stati membri di adottare misure indirizzate a promuovere l’uguaglianza sostanziale tra lavoratore e lavoratrice; le azioni positive sono provvedimenti diretti a neutralizzare o compensare gli effetti negativi che derivano dalla suddivisione tradizionale dei ruoli sociali e lavorativi, e ad incoraggiare la partecipazione delle donne ai settori lavorativi in cui risultano sottorappresentate.

Sistema gender mainstreaming implica un processo di valutazione dei differenti effetti sugli uomini e sulle donne di ogni azione, anche politica compresa l’attività legislativa stessa, in tutti i settori e a tutti i livelli, per considerare in maniera adeguata le specificità di genere nelle politiche e nei programmi comunitari.

Strategia per la parità 2010-2015 anche in funzione del raggiungimento degli obiettivi occupazionali di Europa 2020, le priorità di azione sono dunque individuate nell’indipendenza economica delle donne, da perseguire mediante:

  • Innalzamento del livello di occupazione femminile e le misure a sostegno della maternità

  • Annullamento divario retributivo

  • Pari rappresentanza dei generi nei processi decisionali di governi e parlamenti

  • Intensificazione della lotta contro la violenza di genere

  • Impegno a promuovere la parità di trattamento anche verso l’esterno, in particolare verso i paesi candidati ad aderire all’UE

   
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