“Avanti perché l’Italia non si ferma”: recensione libro di Matteo Renzi

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AVANTI

Perché l’Italia non si ferma

Matteo Renzi, Feltrinelli, 2017, pagg. 240 (vedi prezzo consigliato di Amazon qui sotto)

“A chi mi ha permesso di non mollare” è la prima dedica del libro, poi c’è una frase di Italo Calvino: “Nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire.” e una di Gabriel Garcia Marquez: “Non è vero che le persone smettono di inseguire i sogni perché invecchiano, diventano vecchie perché smettono di inseguire i sogni.”

Nel testo, Matteo Renzi racconta con sincerità il suo comportamento degli ultimi anni, quanto sia successo, la sua visione del futuro e dell’Italia… Nell’introduzione scrive: “Non puoi decidere da solo di andartene. Ma non puoi neanche decidere da solo di tornare. La parola definitiva spetta alla tua gente, al tuo popolo. Noi siamo fatti così: anche in tempi di blog e di algoritmi pensiamo che niente possa sostituire la democrazia. All’interno e fuori. E allora arrivano le primarie, di nuovo. Tutti si aspettano un flop dell’affluenza, e invece migliaia e migliaia di persone si mettono in coda e ti affidano con il loro voto la speranza di ricominciare. Ti obbligano ad andare avanti. Avanti contro i profeti dell’immobilismo, contro i custodi della palude, contro i garanti della rendita. Avanti contro quelli che amano il potere come sostantivo ma non come verbo. Avanti contro chi vuole bloccare l’Italia.”

Renzi è un politico che ha detto apertamente e brutalmente ciò che molti pensavano dell’immobilismo italiano, del non poter cambiare mai nulla perché dà sempre fastidio a qualcuno, dei soliti noti che dettano legge come monarchi a vita… In questo modo, è diventato odiato al punto da sacrificare gli interessi del paese, il bisogno di lavoro e innovazione, pur di distruggere lui. Uno dei cult su Renzi, poi, è la questione “quanto sia di sinistra”, una domanda pari alla complessa disquisizione sul sesso degli angeli. Renzi, infatti, è stato iscritto al Partito Popolare, poi Margherita, che sono state frantumazioni e attualizzazioni della Democrazia Cristiana (a cui era iscritto il padre). Il punto vero é che il Partito Democratico avrebbe dovuto unire, come erede del progetto de L’Ulivo di Romano Prodi, il vecchio PC (poi Democratici di Sinistra) e la vecchia DC, entrambi di esperienza conclusa.

Avrebbe dovuto nascere una nuova creatura di Centro Sinistra, riformista, dove nessuno avrebbe dovuto guardare al suo passato ma lavorare per il presente e per il futuro. Probabilmente, la creatura non è mai nata visto che ci si chiede quanto si sia di sinistra. Soprattutto, non si sono capiti i tempi e si rincorrono gli anni ’70. In un mondo globalizzato, con i colossi prendi-tutto di paesi quali la Cina e l’India, con le multinazionali regine di internet che affamano le classi media e bassa, può essere utile concentrarsi sul passato?

L’Italia è un paese settario che non argomenta (forse perché molti politici in voga non sanno andare oltre gli slogan o le fake news) ma odia. Comunque la si pensi, leggere questo libro può essere utile se si è intellettualmente onesti, per conoscere davvero il pensiero di chi, almeno, ha provato ad avere fiducia in questo stato e a ridargli vita, dopo tanti anni della più tremenda crisi globale a memoria d’uomo. L’ipocrisia del politically correct e i vecchi privilegi, però, impediscono qualsiasi riforma perché tra gli intoccabili nulla é mai abbastanza.

Autore della recensione di “Avanti peché l’Italia non si ferma”: Renata Rusca Zargar

   
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