Appunti sui personaggi del libro "La rivista" – Capuana, verga e de roberto

Appunti su Capuana

@Appunti su Capuana inviatici via mail il 22/12/2014

Libro la rivista
– Capuana, verga e de roberto

Capuana, Verga e De roberto fanno parte della corrente del verismo. Quello che accomuna tutti e 3 è il fatto che tutti e 3 tornano in Sicilia; inoltre tutti e 3 parlano del contadino. Si interessano anche loro della vita del contadino. l contadino lo Jacono dice che marino che è religioso; Marino prende come esempio il burgisi vincenzo.

lo jacono dice che basta andare male il raccolto o gli succede qualche cosa alla mula o entrasse a casa malattia, lui si mette a bestemmiare. Prende il calendario di tutti i santi e inizia a nominarli; poi prende il suo berretto e lo pesta sotto i piedi e inizia a bestemmiare e ogni tanto sputa.

Si comporta in questo modo perchè il raccolto è importante, motivo della sua sopravvivenza, la religiosità popolare ha come obiettivo un discorso salvifico e vige il principio do ut des. Nonostante questo comportamento marino dice che il contadino siciliano è religioso. nell’antropologia è l’uomo a fondere la religione, arrivando a un certo punto ha in mente la salvezza dal malessere principalmente umano. abbiamo il sacrificio corporale chiama punizione. questo sacrificio deve apparire tale affinché il padre eterno lo vede. ci deve essere una mediazione. I mediatori sono i santi è l’uomo che accede al regno dei cieli. quindi abbiamo i santi che possono gestire il nostro percorso di purificazione attraverso il sacrificio per avere la salvezza materiale e immateriale. e poi abbiamo l’orientamento di senso. ognuno vive i propri percorsi culturali avendo un proprio orientamento di senso.
– Il Santo
il santo è uno che si è posto primo la funzione di uomo e poi quello del santo che ci è arrivato attraverso la salvezza dell’anima. lo jacono ha fatto un patto con il padre eterno. lui bestemmia perché tutto quello che deve fare ma alla fine non gli viene ripagato questo patto. però nonostante ciò ci arriva lo stesso alla salvezza.
– Amuleti
Noi viviamo in una dimensione di pensiero magico. Pensiamo che molti oggetti hanno la facoltà di preservare, chi li possiede, dal pericolo da malattie da incidenti. Nel tempo è da registrare la presenza di oggetti di varia forma e materia che sono in grado di allontanare ogni negatività per il raggiungimento del benessere dell’uomo sia in vita che dopo la morte. Poi ci sono i portafortuna che secondo il pensiero magico sono da portare addosso incastonati in oro e argento, in cui l’argento richiama il principio femminile, invece l’oro quello maschile. Inoltre il portafortuna doveva avere un nastro rosso contro qualunque malefica influenza. Sono numerosi i valori simbolici che si legano al rosso. Rosso è il calore del sangue, è il calore del guerriero e nel cristianesimo è il calore dello spirito santo. Ma il calore rosso può divenire segno del malefico e del diabolico. Gli amuleti sono utilizzati contro una mancata procreazione ed è contro il malocchio o la jettatura, ci sono amuleti come la testa di agghia o il paccato di sale. Giuseppe bellucci autore di una monografia “amuleti italiani antichi e contemporanei” che non esita a denominare tali oggetti come feticci cioè come risultato della visione animistica primitiva dell’uomo preistorico ricordando subito dopo, come ancora nel suo tempo contemporaneo si usano per scongiurare e allontanare i pericoli, gli stessi messi di cui si valeva l’uomo primitivo sicchè si attribuiscono le medesime virtù soprannaturali. Nota perciò una somiglianza tra gli amuleti antichi e quelli di oggi sulla base della funzione e proprietà.

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