Anatomo-fisiologia del naso – appunti università

_______

Anatomo-fisiologia del naso - appunti università

Appunti sulla anatomo-fisiologia del naso – appunti per l’università inviatici

La struttura del naso è interconnessa con altre cellule pneumatizzate, cioè i seni paranasali

. Un tempo si parlava di rinite e quindi di patologie connesse al naso, e patologie sinusali; oggi non è così, oggi si parla di sistema naso-sinusale, perché si è visto che le due cavità (quella del naso e dei seni paranasali) sono interconnesse, così come la loro fisiologia. Quando si studia l’anatomia del naso dobbiamo dividere l’anatomia della piramide nasale da quella delle fosse nasali propriamente dette. Quella della piramide nasale ha una parte che è costituita da osso e una parte costituita dalla cartilagine. Ci sono le ossa nasali proprie e una serie di cartilagini: triangolare e alare. Le cartilagini alari sono due e in particolare sono considerate molto in chirurgia, soprattutto per chi fa rino-settoplastica per la correzione della punta nasale.  Poi abbiamo le cartilagini sesamoidi, che fondamentalmente non hanno una grande funzione.  Molto più importante invece è l’anatomia della fossa nasale, costituita (per ogni narice) da una parte mediale e una parete laterale. La parte mediale è costituita dal setto nasale, la parete laterale è costituita da una serie di cornetti, che poi vanno a formare i turbinati: superiore medio e inferiore. A volte c’è un quarto turbinato, non sempre viene trovato, ed è il turbinato supremo. I turbinati sono costituiti da un involucro di mucosa che ricopre una parte ossea che è il cornetto vero e proprio. I turbinati sono soggetti a dei continui rigonfiamenti  e riduzioni volumetriche dovute al fatto che la mucosa de turbinato, nella porzione sottostante, è piena di capillari e grovigli venosi, e questi grovigli venosi vanno incontro a delle reattività frequenti, per cui si dilatano e si restringono . Questi movimenti possono causare un’ipertrofia dei turbinati e conseguentemente arrecare al soggetto la sintomatologia dell’ostruzione respiratoria nasale. Da un punto di vista chirurgico è importante conoscere che all’altezza della mucosa del turbinato superiore incomincia ad esserci l’epitelio olfattorio e quindi i filuzzi olfattori, quindi se rimuoviamo chirurgicamente questa porzione del turbinato superiore possiamo causare iposmia nel paziente o addirittura anosmia. Per quanto riguarda invece la porzione mediale del naso, è costituita sempre da una parte ossea e da una parte cartilaginea. Parte ossea: lamina perpendicolare dell’etmoide e vomere. Quest’ultimo è perpendicolare all’osso palatino. Nella porzione anteriore abbiamo la cartilagine quadrangolare, che è la parte che viene maggiormente corretta durante gli interventi di settoplastica.  Passando ai seni paranasali, essi sono pari, eccetto per il seno sfenoidale  che è impari, anche se si è visto, da studi di patologia, che ci sono sepimenti ossei che dividono il seno sfenoidale. I seni sono: mascellare, le cellule… (non si capisce il nome) che si dividono in anteriori e posteriori, i seni frontali, e il seno sfenoidale.                                                                                            Le funzioni del naso sono:
-Olfattiva
-risonanza vocale.  Contribuisce a dare una certa timbrica alla voce del soggetto.
-riscaldamento, umidificazione e filtrazione
-respiratoria
Per quanto riguarda la funzione fonatoria, quando le cavità nasali sono ostruite o quando c’è un’abbondante quantità di spazio, più di quello della cavità anatomica fisiologicamente strutturata si può parlare di rinolalia chiusa o aperta. Un esempio di rinolalia aperta è il soggetto che ha un’ipertrofia tiroidea. Un esempio invece di rinolalia chiusa è il soggetto che ha labiopalatoschisi, o palatoschisi. In vista dell’esame dovete conoscere anche le principali patologie nasali. Possono essere di natura malformativa-congenita, infiammatoria (es: rino-sinusite), e poi traumatiche. Bisogna citare anche le patologie neoplastiche, che, poiché il naso è costituito da diversi tessuti, possono essere di vario tipo: nella maggior parte dei casi sono di natura squamocellulare (carcinomi), adenocarcinomi (simili a quelli gastro-intestinali), oppure melanomi, o un plasmacitoma del naso, ma sono molto rari (si parla di una frequenza del 2-3%).
Una delle patologie più frequenti che interessa il naso è la rinite allergica, soggetta nel corso degli anni a numerose classificazioni. L’incidenza è maggiore nei paesi industrializzati. Oggi si tende a distinguerla in lieve, moderata, grave, intermittente. Quella che voi dovete conoscere è essenzialmente la patogenesi della malattia e il quadro clinico, cioè la sintomatologia. I sintomi sono:                                                                                                                              -starnutazione
-rinorrea acquosa, sierosa, non mucosa. Se è mucosa vuol dire che ci sono batteri.
-prurito del naso e degli occhi
-intensa lacrimazione
-fotofobia
-congestione/ostruzione nasale
Indagini essenziali: Il primo step è l’anamnesi, perché guida le indagini successive, poi la rinoscopia anteriore. Una volta veniva utilizzato lo speculum nasale, oggi l’endoscopia. Dopo la rinoscopia anteriore, se ci accorgiamo che il paziente merita un approfondimento facciamo l’endoscopia nasale. L’endoscopio nasale può avere diversi diametri: 4mm, usato prevalentemente in chirurgia, e poi quello da 2.7mm. Posso avere diverse angolazioni: in genere si inizia con un endoscopio a 0°, poi 30° e 45°. Gli endoscopi angolati servono per ispezionare l’ostio del seno mascellare o comunque gli osti dei seni paranasali. Dopo aver fatto un esame obiettivo, si fanno dei test cutanei o il dosaggio delle IgE nel sangue, sia totali che specifiche. Se ci accorgiamo che alla rinoscopia il paziente ha delle neo-formazioni, se bilaterali noi facciamo fare una TAC del massiccio facciale senza mezzo di contrasto. Quando è bilaterale ci preoccupa di meno perché  la bilateralità è indice di processi infiammatori, quando c’è monolateralità allora bisogna essere più scrupolosi, quindi si inizia sempre con una TAC senza mezzo di contrasto, però poi dobbiamo aggiungere una RM con mezzo di contrasto. In particolare la TAC senza mezzo di contrasto viene fatta a strato sottile, cioè con uno spessore di 1mm, questo per guardare alcune strutture che sono diventate dei punti di repere chirurgico da un punto di vista endoscopico: ci riferiamo alla presenza del turbinato paradosso, alla presenza della conca bullosa, della cellula di Onodi e della cellula di Haller.

Quadro endoscopico del tipico soggetto allergico:
-spazio respiratorio prevalentemente chiuso
-secrezione sierosa che lambisce i turbinati, la cui mucosa ha un colore caratteristico che è rosa pallido
Terapia della rinite allergica: -Farmacoterapia  corticosteroidi e farmaci vasocostrittori. Oggi, con tecniche di biologia molecolare, si sono creati nuovi farmaci, cioè anticorpi monoclonali IgE specifici (Omalizumab). Sono terapie ancora costose e sperimentali, avviate in gruppi selezionati di pazienti.

   
_______

Altri articoli da leggere:

More Like This


Categorie


Anatomia Biochimica Farmacologia

Add a Comment

Your email address will not be published.Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Categorie




Questo sito partecipa al Programma Affiliazione Amazon Europe S.r.l., un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it