La figura di Caronte

“…Dinanzi a me non fuor cose create

Caronte
Caronte

se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate”…

Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,

gridando: “Guai a voi, anime prave! …”

Così sen vanno su per l’onda bruna,
e avanti che sien di là discese,
anche di qua nuova schiera s’auna…

 

 

 

Nel medioevo gli scrittori e autori del mondo romano erano considerati insuperabili nel pensiero, ad esempio Virgilio era l’esatto modello di Dante, che nella Divina commedia è così tanto fedele alla letteratura del mondo romano da essere intriso di figure mitologiche antiche: Caronte, Cerbero, Minosse, ecc…

Caronte è il nocchiero che trasporta le anime dei dannati attraverso l’acheronte, un fiume che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. In molti sarcofagi veniva lasciata una monetina per pagare Caronte; Caronte nell’inferno di Dante oltre che trasportare le anime le bastona, iniziando già a farle penare.

Analizziamo insieme alcune terzine del terzo canto dell’inferno Dantesco e cerchiamo di centrare la figura di Caronte.

Caronte secondo G. Dorè
Caronte secondo G. Dorè

Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: «Guai a voi, anime prave!                               84

Non isperate mai veder lo cielo:
i’ vegno per menarvi a l’altra riva
ne le tenebre etterne, in caldo e ’n gelo.

 

Nel terzo canto Caronte non vuole far passare Dante, egli è ancora vivo e non può salire.

 

disse: «Per altra via, per altri porti
verrai a piaggia, non qui, per passare:
più lieve legno convien che ti porti».                              93

 

Solo l’intervento di Virgilio permette a Dante di proseguire il suo viaggio e salire sulla nave dei dannati

 

disse: «Per altra via, per altri porti
verrai a piaggia, non qui, per passare:
più lieve legno convien che ti porti».                              93

 

Infine segue una seconda descrizione di Caronte, la prima sulla sua figura e la seconda sul suo operato:

Caron dimonio, con occhi di bragia,
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s’adagia.                             111

Come d’autunno si levan le foglie
l’una appresso de l’altra, fin che ’l ramo
vede a la terra tutte le sue spoglie,                               114

Stradano_Inferno_Canto_03_B

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