Analisi della poesia “Pensiero dominante” di Giacomo Leopardi – appunti

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Il ciclo di Aspasia Leopardi analisi

 

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Ecco alcuni appunti di analisi riguardanti “Pensiero dominante“, la famosa poesia di Leopardi.

La situazione per cui si prova un amore che diventa il punto di partenza per una scrittura poetica è qualcosa che si ha da sempre. Il desiderio della donna diventa il desiderio di scrivere. Il ciclo amoroso ha saliscendi, con un momento apicale e poi ha una discesa. A volte per continuare a scrivere di quest’amore c’è bisogno che la donna muoia, in questo modo l’amore diventi spirituale. Questo comporta: poesia del ricordo e trasformazione dell’amore che si sublima sempre di più e diventa spirituale.
Leopardi era già conosciuto, e se decide di scrivere delle poesie di amore si trova davanti a delle difficoltà. Quando il poeta giovane scrive è un outsider, si rifà a dei maestri e vede come viene valutato, mentre se abbiamo un personaggio che ha già fatto delle poesie di alto livello, è il dopo: quando lo scrittore arriva ad un certo livello ed è valutato positivamente da chi gli sta intorno, cosa deve fare se è sempre stato contro la poesia romantica, come può scrivere d’amore? E in che rapporto può mettersi con la tradizione? Prima diceva che tutta la tradizione precedente l’avrebbe messa da parte, ora si chiede come può utilizzare il patrimonio che si trova nella letteratura precedente. C’è quindi un cambiamento di stile: se le poesie precedenti, le “Ricordanze” sono piene di versi dolci, qui accorgiamo che lo stile è cambiato. Non si riprende il primo stile dell’autore (enfatico, evoluto, verso il sublime), non fa uno stile facile ma nemmeno sdolcinato. Una delle tecniche che adopera subito è l’uso forte dell’enjambement, e ha una serie continua di aggettivi e sostantivi, e l’unico verbo si mette alla fine, però, nonostante questo non è una poesia di difficile compressione. Uno dei problemi affrontati da Leopardi è l’incipit: usa il termine “bellissimo” che è un superlativo che lo ricollega alla tradizione precedente ma lo carica di qualcosa in più. E’ un gioco di riuso, di ripresa di un lessico tipica della poesia amorosa (dolce) ma con uso critico del lessico. Questa è una poesia immediata e diretta, ma in realtà è una poesia riflessa, che parte dalla ripresa di una tradizione secolare, che viene rielaborata, pensata, meditata e questo linguaggio viene anche un po’ forzato, non usato nella maniera tradizionale. Quello che appare in questa prima stanza è la forza d’amore (tematica antica): di fronte ad amore non c’è forza per resistere. E’ qualcosa che appare anche nella letteratura del ‘500 e di altri secoli. “Possente dominator di mia profonda mente” è un concetto tradizione sommata a un’idea di forza che non può essere dominata. Riguarda l’intelletto e quindi il soggetto si rende conto della presa di potere; colui che è innamorato è più dominato di quello che pensa. “Terribile” accostato a “caro”: termini ossimorici. “Dono del cielo” è qualcosa di antico: Eros, siamo nell’ambito di pensiero greco. Per i greci Eros regalava l’amore, quindi non era qualcosa che il soggetto amante poteva suscitare e non era qualcosa che si poteva imporre, ma era al contrario, era Eros che arriva e si impadronisce di colui che ama. E’ quindi più importanti essere amati o amare? L’amore del cielo rende colui che prova queste cose più felice, o è più felice colei che subisce l’amore? Platone dice questo e si aggiunge che è fortunato colui che riceve questo dono, perchè anche se è infelice, il fatto di ricevere il dono e quindi essere proiettato in una dimensione diversa permette alla mente di non essere più come prima, si cambia in profondità il soggetto. Quindi privilegiato è colui che prova una serie di cose. Siamo alla presenza di una poesia intellettuale, dove la scelta dei termine non è solo raffinata. I termini sono messi in opposizione che però non è disgiuntiva, perchè i due termini opposti non si escludono, ma convivono, sono all’interno di quello che sta accadendo nella mente. E tutta la poesia si svolgerà seguendo questo filone. Gli elementi convivono in sei versi ed esprimono quello che prova il soggetto: lui vuole che arrivi che è avvenuta un’esperienza nuova (che viene messa alla fine senza riferimenti all’oggetto d’amore), quindi vuole dare una chiave di lettura. Siamo in un’esperienza travolgente che viene trascritta nel testo poetica attraverso una continua variazione di termini presi anche dalla tradizione, ma che devono essere usati in funzione di una rappresentazione in cui il soggetto analizzando se stesso scopre questa varietà e molteplicità di quello che gli sta accadendo. La poesia sarà una poesia infinita, un continuo indagare. Non è una storia di amore (come i Canzonieri).
Nella seconda strofa troviamo una tecnica di Leopardi: la domanda. Qui accade qualcosa di arcano, che non era prevedibile. C’è un piccolo ma essenziale allargamento di prospettiva: accade a noi. Non è facile per uno scrittore di amore uscire da se stesso, a qui c’è un fatto che lo spinge ad ampliare lo sguardo (nel canto di Saffo l’innamorato non è neanche nominato, qui il discorso è fondamentale perchè alla fine la non corrispondenza diventa per il personaggio innamorato un punto di partenza per fare qualcos’altro, di scrivere poesie. Però in Saffo alla fine finisce male, e l’accusa che lei fa è al destino e alla natura, è l’impossibilità per lei che è donna dotata di ingegno. Già in questo caso c’era una novità). Un altro dato oggettivo è che la poesia d’amore è presente in tutte le civiltà: tutti devono parlare dei propri affetti (non dice di scriverli e in che modo). Il verso 12 è un omaggio agli autori dello stilnovo che parlavano di “ragiornar d’amore”, inoltre l’idea del “novus” che è qualcosa di miracoloso, di arcano. Abbiamo a questo punto un necessità che sposta l’attenzione dello scrivente non solo nell’indagine della propria interiorità, ma anche la necessità di trasferire questo in una serie di parole che sono uno stimolo che riguarda il soggetto e anche l’ascoltatore. L’idea dell’ascolto è importante nel senso che la poesia d’amore può avere successo. Ciò che conta è l’immagine e il pensiero che si fonda dentro il soggetto , si crea un ponte tra il soggetto amante e la donna amata, immagine che sta nella profondità della mente, l’immagine cristallizzata che si forma dentro di lui è più importante del’immagine della donna vera che generato l’amore. Quando il soggetto si accorge che l’amore non è corrisposto l’amore non finisce perchè dentro l’innamorato si è creata un’immagine fissa che è difficile da distruggere, e dall’altra parte il soggetto comincia a provare qualcosa di estremamente doloroso. Se l’amore della donna non è corrisposto è meglio che la donna muoia perchè è più facile elaborare un lutto piuttosto che una donna vivente che non cambia il suo sentimento.

   
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