Alessandria d’Egitto riassunto storia antica dalla fondazione della città

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Mappa di Alessandria d’Egitto ai tempi di Cleopatra

La città fu fondata nel 331 a.C. tra la palude Mareotide (Maryut) e il Mar Mediterraneo, davanti all’isoletta di Faro, a cui era collegata per mezzo dell’Eptastadio, una sorta di diga lunga circa 1200 m che serviva anche da acquedotto e che permise inoltre la creazione di due distinti porti. La diga e il piano di fondazione della città sono attribuiti all’architetto Dinocrate di Rodi.

Le fonti antiche testimoniano che sarebbe stata costruita sul sito della più antica Rakhotis e di altri cinque villaggi. Su Rakhotis manca tuttavia una documentazione esauriente. L’ipotesi è che si trattasse anche in questo caso di un semplice villaggio di pescatori, oppure che il nome, traducibile con “l’edificio” si riferisca a una costruzione greca preesistente o a un posto di guardia. Un’altra ipotesi è che il termine vada inteso invece come “il cantiere” e che costituisse il nome dato dagli Egiziani alla città di Alessandria nel momento in cui era in corso la sua costruzione.

Furono parecchie le città di questo nome fondate da Alessandro Magno. Quella più famosa è Alessandria d’Egitto, costrutta secondo il progetto di Dinòcrate su una lingua di terra tra il Mediterraneo e il lago Mareotico. La felicissima posizione non sfuggì all’occhio del gran conquistatore che vi volle fissare così un grande anello di congiunzione fra l’Oriente e l’Occidente.

I solchi e le nascenti mura ei disegnava per ottanta stadi, bianco spargendo su le flave arene fior di farina. La città raggiunse presto grande potenza e floridezza in grazia della sua magnifica posizione, tanto che si disse gareggiasse con la gloria della Grecia e con la grandezza di Roma. Vi si ammirava il tempio di Serapide, il Museo, il Faro, l’Ippodromo, il Palazzo reale, ecc.

Celebre era la biblioteca fondata da Tolomeo I quando divenne re d’Egitto alla morte di Alessandro: vantava circa 400.000 volumi, una parte dei quali bruciò durante l’assedio di Cesare; un’altra al tempo di Teodosio il Grande fu distrutta dal patriarca Teofilo e il resto da Amru, generale di Omar califfo d’Egitto, al quali le si attribuisce questo ragionamento: «A che conservare tanti libri e tante pergamene? O il loro contenuto è buono o è cattivo. Se è buono, esso è già nel Corano, e perciò questi libri sono inutili; se è cattivo, esso è contrario al Corano, e perciò questi libri sono da distruggere». Per parecchi secoli Alessandria fu la prima città dell’Oriente, perché in essa si sviluppò quella civiltà ellenistica, che fu l’ultimo splendore della Grecia antica.

Capitale, allora, del sapere e della scienza, vi fiorì una celebre scuola di grammatici e di retori, fra i quali son da ricordarsi: Zenòdoto, Aristofane di Bisanzio, Aristarco, Eratòstene, Callimaco. Ospitò poeti come Teocrito, scienziati come Euclide il padre della geometria, e Tolomeo il più grande geografo dell’antichità.

Il Cristianesimo, pure, influì alla grandezza di Alessandria con la celebre scuola catechetica, cioè dei sacerdoti destinati a istruire gli adulti non cristiani che si preparavano a ricevere il battesimo. I più celebri maestri furono San Panteno, Origene, San Cirillo, Clemente Alessandrino. Le controversie sui problemi creati dalla nuova religione culminarono pure in Alessandria: che assistè alle lotte fra Atanasio ed Ario.

La decadenza di Alessandria cominciò nel sec. IV, col trasporto della capitale da Roma a Bisanzio. Nel 614 fu presa da Cosroe re di Persia; nel 640 dagli Arabi; nel 1517 dai Turchi. Quando nel 1798 Buonaparte s’impadronì della città, questa che in altri tempi aveva raggiunto i 300.000 abitanti allora non ne aveva che 7000.

 

Come residenza dei consoli stranieri acquisì presto un carattere europeo e attrasse anche greci, ebrei e siriani. Fu minacciata dal mare nel 1827 dai greci e nel 1828 da una coalizione di inglesi, francesi e russi. Le fortificazioni furono rafforzate una prima volta nel 1841 e nel 1856 fu costruita una ferrovia che la collegava con il Cairo. L’arrivo di una flotta anglo-francese nel 1882 scatenò una rivolta e il massacro di circa 400 europei. Contemporaneamente le difese furono nuovamente rafforzate per ordine di Aḥmad ʿOrābī, ministro della guerra. L’ammiraglio britannico, sir Frederick Beauchamp Seymour, più tardi Lord Alcester, lanciò un ultimatum e alla scadenza di questo bombardò i forti senza tuttavia sbarcare truppe. Poiché ne seguirono altre rivolte e massacri finalmente i sudditi di S.M. britannica inviarono una spedizione militare e si impegnarono nell’occupazione dell’intero paese.

Sotto il dominio britannico Alessandria si sviluppa come sede navale militare, a controllo del Canale di Suez. Durante la seconda guerra mondiale e la Campagna nord-africana del 1940-1943 fu combattuta nelle vicinanze la decisiva battaglia di El-Alamein.

Il colpo di Stato militare egiziano del 1952 vide il colonnello Nasser prendere il potere e il trattato anglo-egiziano del 1954 fissò i termini per il ritiro delle truppe britanniche.

   
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