"Ad Caecilianum" traduzione epigramma XX di Marziale in italiano

“Ad Caecilianum” testo in latino epigramma XX Marziale

 Dic mihi, quis furor est? turba spectante
vocata Solus boletos, Caeciliane, voras.
Quid dignum tanto tibi ventre gulaque precabor?
Boletum qualem Claudius edit, edas.

“A Ceciliano”: Epigramma XX di Marziale – traduzione in italiano

Parla, che pazzia è questa? Davanti ai tuoi numerosi invitati
solamente tu, o Ceciliano, ti divori i boleti.
Cosa posso augurarti, o gigantesco ventruto ghiottone?
Che un boleto tu possa mangiare simile a quello di Claudio.

Commento all’epigramma tradotto in italiano: in questo epigramma Marziale decide di rimproverare il padrone di casa che lo ha invitato, Ceciliano; questo infatti è stato secondo la sua opinione scortese con gli ospiti in quanto ha mangiato i suoi boleti (ovvero i funghi porcini) davanti a tutti gli altri invitati senza offrirne nemmeno uno, come la cortesia vorrebbe. Forse Marziale in effetti era ghiotto di funghi e questo fatto deve averlo indispettito; ad ogni modo sempre in maniera simpatica Marziale gli augura scherzosamente di morire: mangiare un boleto come quello simile che ha mangiato Claudio significa mangiarne uno avvelenato dato che Claudio morì mangiando dei funghi avvelentati, si pensa dalla moglie.

 

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