A Zacinto analisi del testo e commento poesia

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In questa pagina è presente un insieme di appunti riguardanti l’analisi della poesia “A Zacinto” scritta da Ugo Foscolo.

A Zacinto

 

1-Nè più mai toccherò le sacre sponde

2-ove il mio corpo fanciulletto giacque,

3-Zacinto mia, che te specchi nell’onde

4-del greco mar da cui vergine nacque

5-Venere, e féa quelle isole feconde

6-col suo primo sorriso, onde non tacque

7-le tue limpide nubi e le tue fronde

8-l’inclito verso di colui che l’acque

9-cantò fatali, ed il diverso esiglio

10-per cui bello di fama e di sventura

11-baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

12-Tu non altro che il canto avrai del figlio

13-o materna mia terra, a noi prescrisse

14-il fato illacrimata sepoltura

Analisi della poesia “A Zacinto” (appunti letteratura italiana)

Il componimento è dedicato all’isola del mar Ionio (l’odierna Zante) dove Foscolo nacque, ed affronta il tema dell’esilio e della nostalgia della terra natale. Il poeta paragona la sua condizione a quella di Ulisse, che però fu più fortunato di lui in quanto riuscì a rimettere piede sulla sua amata Itaca, mentre Foscolo è condannato ad una “illacrimata sepoltura” (una sepoltura in una tomba su cui nessuno potrà venire a piangere) in terra straniera.

Consigliamo la visione del seguente video per analizzare la poesia “A Zacinto”

 

V-1Negazione triplicata per accentuare l’impossibilità del ritorno. Il nè lascia intendere che c’è una meditazione antecedente di lunga data.

Sacra poichè la patria degli avi e come tale il luogo delle tombe e della continuità d’affetti.

V.-2Corpo fanciulletto giacque , .Riporta ad un tempo affettuosamente ricordato come quello della felicità infantile, che è contrapposto a quello del tormento presente. Nella parola giacque però si possono ritrovare anche altri valori semantici (riposo, tranquillità, felicità), del resto giacciono anche i morti. e il poeta non potra farlo dove ha giaciuto da bambino.

V.3 Mio, posto dopo Zacinto accentua il senso del possesso. C’e un enjambement tra il 3° e 4° verso.

V.4-5.Vergine Venere è celebrata come una vergine, ma il suo potere è la fecondità che passa attraverso l’amore e la bellezza.C’è una reminiscenza Lucreziana (genetrix).

V-4.5.6-La Grecia è costruita con le parole: greco mar, isole feconde, limpide nubi e fronde

a significare un mondo solare e fertile ed anche la terra madre.

V6-Sorriso è presentato come il mezzo attraverso cui passa la fecondità.Forse è inteso come una manifestazione di armonia da dispensare al creato.

V.9- Compare il mito dell’esilio che, come la morte, si presenta come unica condizione degna di un uomo non servo. L’aggettivo usato diverso può essere inteso con due connotazioni semantiche:diverso da quello di Ulisse e diverso nel senso di vario ed in diverse direzioni.

V.10-Bello di fama e di sventura . E’ una antitesi tipicamente romantica in quanto l’eroe romantico non può essere felice neanche nel momento del ritorno a casa.

L’insistere sulle antitesi però ha anche un significato simbolico in quanto attraverso di esse si esprime la condizione psicologica del Foscolo, caratterizzata da uno scontro violento tra il desiderio e la realtà , l’illusione e la verità.

Analisi delle antitesi presenti nel testo:

1-giacere da bambini e non più da morti a Zacinto.

2-Venere vergine, ma anche fecondatrice.

3-Ulisse bello di fama e di sventura

4-Zacinto non concederà la tomba, ma Foscolo concede il proprio canto

5-Ulisse che torna, ma Foscolo non tornerà.

V-12.Gli ultimi tre versi contengono tutto il dramma del poeta e questa negatività del destino è annunciata dall’inizio del verso , con quell’iperbato tu non che accentua la negazione.

Tu non altro che il canto -Nella poetica del Foscolo però la poesia è eternatrice più della sepoltura, quindi il poeta porge un dono ancora più grande alla propria patria (lo dimostra la citazione di Omero), anche se la frase è costruita su di un tono di modestia.

V-13 Materna mia terra-Mia posto al mezzo tra materna e terra approfondisce il senso di appartenenza, ma fa scattare anche l’antitesi dolorosa:tu sei mia ed io non sarò tuo.Inoltre dal punto di vista fonico si tratta quasi di un balbettamento allitterante su cui cade l’attenzione.

V-14-Illacrimata sepoltura-L’aggettivo illacrimata è un neologismo del Foscolo ed in questo ultimo verso si concentra il senso della tragedia richiamata anche con la citazione di Fato.

Interpretazioni generali riguardanti l’analisi della poesia “A Zacinto”

Il sonetto si presta ad una interpretazione di tipo psicoanalitico in quanto si presenta come un sistema nel quale sono presenti le ansie esistenziali del poeta legate al ciclo della vita e della morte con quel suo inizio a proposito della nascita e con l’ultimo verso che parla della morte dolorosa e illacrimata.

In questo ambito Zacinto si colloca come il luogo della vita ma anche come il luogo degli eroi(Ulisse) e della poesia.Si tratta di una triade di questo tipo: Zacinto (natura)- eroe (Ulisse)-poesia (Omero);la riunione di questa triade è resa possibile da Omero che celebra Zacinto perchè bella e Ulisse perchè eroe. Tuttavia Ulisse è definito bello perchè famoso e sventurato e l’assenza di legami logici ci dice che l’espressione esprime un significato profondo , il quale potrebbe essere proprio questo: ogni vita intensa, aperta alla gloria, lo è anche alla sventura.Il dramma dell’esilio allora assume un significato più generale: è il prezzo da pagare perchè il poeta possa ottenere la gloria.

Nella figura di Venere invece si può individuare una sorta di identificazione con Zacinto, la terra madre feconda, di cui è figlio il poeta, e quindi con la Natura che si sviluppa poi in dea dell’Amore e della Bellezza (Natura-Amore-Bellezza).

Dal punto di vista delle immagini con le quali è costruito il sonnetto (e quindi dal punto di vista strutturale) bisogna osservare che la prima parte della composizione sembra immersa in un’aura di luce solare e di acque dalle quali nasce la vita (il legame acqua-vita è una stratificazione inconscia dell’immaginario collettivo), mentre si chiude con l’immagine della tomba e quindi del buio totale.

Il sonetto è costruito su due periodi, di cui il primo prende gran parte della composizione e si caratterizza anche con un andamento costruito sulle allitterazioni all’interno di un verso o due (Vergine Venere, fea feconde, suo sorriso, le limpide le, inclito colui che l’acque cantò), molteplici sono anche gli enjambement. Tutto il lungo periodo è ipotattico, cioè giucato su legami sintattici di tipo logico (ove,che, e, onde, di colui che, per cui), metre l’ultima terzina è paratattica e contiene due sole affermazioni che devono avere il tono delle sentenze inelluttabili. Nella prima parte predomina l’io, mentre nella seconda il tu è posto ad inizio verso.

   

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